GM – Vita di Pi

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Piscine Molitor Patel è il nome del protagonista della nostra storia di oggi, è un ragazzino indiano della parte francese della nazione, il Pondicherry.

Il narratore della storia è proprio Piscine, nei suoi panni da adulto mentre la racconta ad uno scrittore francese che è in realtà l’autore del libro da cui è tratto il film.

Nato e cresciuto assieme al fratello maggiore, alla madre e al padre nel giardino zoologico di cui possiedono gli animali, Pi è un giovane molto sensibile che arriva ad abbracciare contemporaneamente tre religioni (induismo, cristianesimo e islamismo) e che trova in suo padre, un oppositore alla sua teoria che anche gli animali, e non solo l’uomo, posseggano un’anima.

A causa del suo curioso nome è vittima costante delle prese in giro dei suoi compagni di scuola, decide così di abbreviare il suo nome in Pi tentando di legarlo al Pi Greco scrivendo in continuazione a memoria molte delle cifre del famoso fattore matematico.

In seguito crescenti difficoltà economiche il padre di Piscine decide di traslocare la propria famiglie e la propria attività in Canada.

Pi, la sua famiglia e gli animali, si ritrovano così imbarcati sulla nave cargo giapponese destinata a condurli verso una nuova vita, quando una violentissima tempesta sconvolge la calma del viaggio e la vita di Pi: la nave affonda lasciandolo orfano, unico superstite e naufrago a dividersi la scialuppa con una zebra, una iena e un orangutan.

Lo sparuto gruppetto in balia delle onde è ovviamente poco incline alla convivenza pacifica, così in breve tempo la iena, forte del suo status di predatore uccide zebra e orango. La supremazia del canide dura però fino a venire a sua volta uccisa dal membro del gruppo che, nascosto sotto il telone protettivo non si era ancora mostrato: Richard Parker la tigre del Bengala, ex pezzo pregiato dello Zoo del padre di Pi.

Resosi conto in fretta che la temibile creatura, di dividere lo spazio con lui ne aveva ben poco intenzione, Pi si costruisce una zattera con i remi e i salvagenti della scialuppa e legando il suo improvvisato mezzo galleggiante all’imbarcazione, trova il modo di mantenere quella distanza minima utile a non essere mangiato e al contempo a non perdere il contatto con le scorte rimaste sul nuovo territorio della tigre.

Il ragazzo sa bene, col sopraggiungere della fine del cibo in scatola, di essere l’ultima fonte di nutrimento per la fiera, così decide che tentare di addomesticare la belva sua unica compagna di avventura, potrebbe essere l’unico modo per non pensare alla tragica fine della sua famiglia.

Pescando per la tigre, procurandole acqua da bere e grazie ad una tecnica psicologica, riesce almeno in parte nel suo scopo guadagnando, se non altro ancora un po’ di tempo.

Il tempo guadagnato da ai due naufraghi l’occasione di incontrare un’isola galleggiante molto particolare, sulla quale vive una popolazione di suricati che inducono Pi a scoprire che quell’isola non è proprio il paradiso naturale che può sembrare a primo acchito.

Ripreso il mare e dopo 227 giorni di naufragio, Pi e Richard Parker approdano sulle coste del Messico, dove la tigre scompare alla vista del giovane uomo, lasciandolo di nuovo solo coi suoi dubbi; viene poi soccorso e tratto in salvo da un gruppo di pescatori.

Il duo di giapponesi che, per conto della compagnia assicurativa che dovrebbe ricostruire l’incidente avvenuto alla nave su cui viaggiava con la sua famiglia, è incredulo d’avanti all’incredibile storia raccontata da Piscine; allora il giovane naufrago decide di raccontargli una versione della storia che potrebbe razionalmente risultare più credibile, dicendo loro di scegliere quella che secondo loro è la versione “migliore” della storia.

Tratto dall’omonimo libro dell’autore Yann Martel, è una storia ricca di colpi di scena e comunque piena di riflessioni profonde su questioni importanti come l’anima e la convivenza con la natura nelle sue forme più tremende e spettacolari. Imperdibile!

Alla settimana prossima allora con il prossimo titolo, da Grow Studio CIAO!!!